13-01-2003

La Wunderkammer et la naissance du musée moderne

Florence, Prague,

Musees, Usines,

Exposition,

A l’origine du musée moderne ne se trouve pas seulement l’éternelle et infinie curiosité de l’homme quand à la connaissance: sont antérieurs l’amour de l’étrange, la quête du merveilleux, de l’excentrique, la recherche de tous ces aspects de l’univers, réels ou inventés, qui provoquent la stupéfaction des visiteurs face à ces « écrins d’étrangeté » qu’ont été avant tout les cabinets des princes (surtout à partir de la moitié du XVIème siècle), et par la suite les Wunderkammern.



La Wunderkammer et la naissance du musée moderne La conoscenza come potere di persuasione e meraviglia è dunque il principale motivo per cui principi e regnanti iniziano le loro collezioni, che hanno, infatti, origine prettamente privata, associata a quel gusto per il fantastico che è uno dei retaggi più ponderosi della cultura medievale rispetto a quella ?umanista? del Rinascimento.

Celebri sono, ad esempio, lo studiolo di Francesco I nel Palazzo Vecchio di Firenze, così come quello di Isabella d?Este ? appassionata collezionista di opere d?arte - nella Mantova di fine ?400, ospitato dal Castello dei Gonzaga: luoghi di studio e di meditazione, queste piccole stanze presentavano spesso un?elevata qualità architettonica ed artistica, come, ad esempio, quello interamente intarsiato di Federico da Montefeltro nel Palazzo Ducale di Urbino.

Alberto V, Elettore di Baviera, è, però, tra i primi a farsi costruire un edificio apposito per ospitare la sua vastissima wunderkammer, ponendo anche le basi per una nuova tipologia architettonica destinata a divenire, nel tempo, il museo vero e proprio: nel 1564, infatti, su analoghi esempi bavaresi e praghesi, si fa erigere un edificio quadrato, in cui la corte centrale è attorniata da quattro gallerie porticate, ad integrazione di un vasto complesso in cui si collocano anche un ?tesoro?, una biblioteca ed un celebre Antiquarium.

Anche grazie all?importanza che in questa formazione del gusto ha avuto il thesaurus di origine religiosa - con il corollario dell?hortus botanicus conventuale, dallo scopo medicinale e farmaceutico - gli oggetti subiscono alterazioni grottesche e fantastiche, tanto da passare sempre più frequentemente da naturalia (elementi che provengono, per l?appunto, dal mondo organico) a mirabilia, creazioni o manipolazioni dovute all?intervento spesso geniale dell?uomo che cerca di ricreare, nello spazio esiguo di uno studio, un intero microcosmo.

A questa cultura appartiene, ad esempio, la rappresentazione di S.Gerolamo nel celebre dipinto di Antonello da Messina, a cui il regista Peter Greenaway s?ispirerà per la sua abbagliante, coltissima rivisitazione della Tempesta di Shakespeare in uno dei suoi film più noti ed ammirati, Prospero?s Books (1992).

Dalle Wunderkammern, poi, a partire dal ?600, prenderanno vita i gabinetti scientifici da un lato - di cui i più celebri sono quelli bolognesi del Cospi e di Ulisse Aldrovandi, quello veronese del Calzolari, quello di Ferrante Imperato a Napoli e quello di Ole Worm a Copenhagen- e le raccolte d?arte dall?altra, che diventano più esplicitamente Kunstkammern, soprattutto in area asburgica e praghese.

Una mostra a Palermo ha recentemente indagato questo particolare aspetto della cultura cinquecentesca in Sicilia, partendo dalle Wunderkammern degli Aragona e dei Branciforti per giungere alle raccolte - ora a palazzo Abatellis ? dell?ex- Museo di S. Martino alle Scale.

Questa importante istituzione fu voluta nella prima metà del ?700 dai monaci del convento omonimo, e soprattutto da don Salvatore Maria Di Blasi che ne fece una sorta di stanza del tesoro visitata da tutti i colti viaggiatori del tempo, non ultimo Goethe.

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